Un pensiero nefando si sta impossessando della mia testa. Insomma, io vorrei un altro lavoro. Uno che mi piacesse veramente. Uno che non vuoi mai andare via dall’ufficio. O almeno, uno che mi permettesse di avere quei diritti minimi che abbiamo acquisito ormai da una quarantina d’anni. Uno che mi concedesse le vacanze quando voglio io. Perché i diritti non ce li abbiamo, ma i doveri… tutti, eh!
Poi hanno pure aumentato la mensa. Praticamente per lavorare mi toccherà chiedere un prestito.
Ma, dal momento che in Italia non è più come quando anche chi riusciva solo a fare la O col bicchiere trovava un lavoro, bisogna ingegnarsi. Quindi ho pensato: sono laureata in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (che però sta a Ingegneria come Scienze della Comunicazione sta alle lauree umanistiche, senza offesa per gli scienziati delle comunicazioni, perché lo dice un ingegnere delle merendine), c’ho un master e lavoro da più di quattro anni, cosa mai potrei fare?
L’ispirazione mi è venuta da una fonte inaspettata, ossia quando guardavo il TG1 (vedere il TG1 oggi è come cercare su internet quelle notizie che nemmeno dal parrucchiere mentre ti fai la permanente), della qual cosa mi vergogno assai, ma tant’è…
Dunque l’unica risposta possibile è… rullo di tamburi… la fidanzata a pagamento. Quella che presenti ai tuoi genitori mentre, al massimo, le sfiori la mano.
Si accettano candidature. Astenersi perditempo.
