sabato 21 aprile 2012

Sondaggio

E insomma esce il nuovo numero di LSC Mag (che potete trovare nelle migliori – leggasi: quelle di cui conosciamo i proprietari – librerie di Roma e del Lazio).
E insomma mi hanno chiesto una foto, ché quella della volta scorsa nemmeno sotto tortura riproporrei.
E insomma mi devo fare una foto simpatica che faccia capire agli utenti che quello che scrivo per la meravigliosa e imperdibile rubrica Mente Cattiva non ha lo stesso tono del resto della rivista, sennò col cavolo che uscirebbe un altro numero.
Io pensavo a una parodia di Arancia meccanica o magari qualcosa con una mela – rossa, ovviamente (in bocca come il maialino?).
Avete qualche altra brillante idea? Magari qualcuna che non preveda una mise che voglia che io rimanga single per sempre (come le ballerine).
Valutatela anche alla luce del fatto che Antonio Banderas è il nuovo testimonial Mulino Bianco. Ma ricordatevi che la telecamera ingrassa.

domenica 8 aprile 2012

Perdona loro perché hanno peccato


Sì, sì, vabbe’, buona Pasqua. Ma parliamo di cose serie. Come al solito il problema maggiore di questo periodo sono le scarpe: troppo caldo per gli stivali, troppo freddo per i sandali. E non dite ballerine – con le quali camminare è simpatico come le emorroidi al primo appuntamento – che, si sa, vorrebbero che tu rimanessi sola per sempre (perdona loro che le indossano perché hanno peccato).
Insomma, io che sono alta come un nano da giardino devo rimediare agli errori della natura e, laddove quella non arriva, arriva il tacco, meglio se 12, ché io quel mezzo tacco da suora laica, proprio no, no grazie.
E nemmeno il mocasso da studente di Fisica, eh.
Se cercate su Google “scarpe di mezza stagione”, le prime che vi appariranno sono queste:

Ma io rispondo a gran voce No, nemmeno se dovessi andare scalza su un tappeto di chiodi e vetro.
Quindi per favore, per favore aiutatemi, voglio sopravvivere a questo:





venerdì 23 marzo 2012

Una velata metafora


Dopo aver aspettato più di un’ora e mezza alla stazione Tiburtina perché il treno che dovevo prendere è stato soppresso e anche quello dopo e anche quello dopo e anche quello dopo ecc., in una velata metafora, Ferrovie dello Stato, vi dico vaffanculo, una parola che ben riassume lo stato d’animo di noi pendolari.
Quindi. A parte che “attenzione non attraversate i binari” non è vero essendo i binari il posto più sicuro al mondo, per fare il paio con quello che già vi ho detto la volta scorsa, spero che l’unica volta in cui vi capiterà di rimorchiare la più grossa figa della vostra vita lei voglia fare sesso estremo in macchina e voi abbiate la Smart. E, per par condicio, spero che nella stessa situazione ma con uno che al confronto George Clooney sembra quello dei Fichi d’India abbiate il ciclo o, peggio, non vi siate depilate.

sabato 10 marzo 2012

Tutte le ragazze lo sanno

Chi l’ha detto che una commedia (romantica, in questo caso) non possa avere la stessa dignità di un qualsiasi altro romanzo? Tutte le ragazze lo sanno, appena ripubblicato da Elliot, ne è la prova. Basti ricordare il caso simile di Zia Mame, dato alle stampe un paio d’anni fa nientemeno che da Adelphi.
È la storia di una buffa ragazza, discendente di Cenerentola e antenata delle protagoniste di Sex and the City – ma senza sex –, che dalla provincia di Wilkes-Barre, “il posto ideale dove pregare, vivere, lavorare”, arriva a New York in cerca di lavoro. Ne trova subito uno per via di quella sua incredibile capacità di indossare bene i golfini della ditta (“è un talento che si ha o non si ha”), così come trova uno stuolo di corteggiatori pronti a offrirle i loro servigi, tutte le ragazze (di oggi) sanno in cambio di cosa. Ed è infatti il primo ad adescarla con l’invito di un fine settimana a casa dei suoi zii. Naturalmente – si sa – “il passo successivo non può essere altro che un anello di fidanzamento”. Ma, quando, preparandosi al viaggio dopo aver “1) optato per il tailleur grigio e il vestito di velluto nero; 2) disfatto il primo bagaglio sostituendolo con il secondo; 3) chiesto una giacca di pelle rossa in prestito a Terri”, vede davanti a sé la casa vuota degli zii ricchi del suo pretendente, capisce l’inganno e, sdegnata e sotto la pioggia, prende la via di casa.
Interessata alle statistiche, che ricorda sempre male, democratica perché “stringe la mano alla gente con le unghie sporche”, sviluppa una R.M. (ricerca di mercato) tutta sua che si può ben riassumere considerando il fidanzamento di suo cugino:
Quando Tad l’aveva vista per la prima volta, innamorandosi immediatamente di lei, puzzava di Vicks Vaporub. […] La R.M. aveva ancora una volta dimostrato di raggiungere il suo scopo, dal momento che Terri si era servita di una variazione pubblicitaria del complesso di Edipo per influenzare l’inconscio di Tad.
Una commedia vivace che riesce a strappare sempre un sorriso, insegnandoci, innanzi tutto, “che il vero amore è cieco a tutto. Tranne che ai chili di troppo”. Gli uomini diranno di no. Ma tutte le ragazze lo sanno che non è vero.

giovedì 16 febbraio 2012

Tristezza, per favore va’ via

E torna, puntuale come il ciclo – ma fortunatamente meno spesso –, il festival di Sanremo ad allietare le nostre altrimenti pallide notti.
Sprazzi di cattiveria per tutti… non sulla musica, ci mancherebbe altro.
Noemi. Capelli Vanna Marchi, vestita da Jem, compreso l’orecchino a stella, ma senza le Hologram.
Francesco Renga. Facciamo ancora finta che sia quello dei Timoria.
Figlia di Zucchero. Ha sbagliato occasione (doveva sparare a softair), ma ha mascherato cercando di lanciare un nuovo look alla Palla di Lardo di Full Metal Jacket. Tesoro, non credo che attecchirà.
Lucio Dalla. Abbandonata la mise nostromo Tanto Tenero Che Si Taglia Con Un Grissino ora scrive canzoni su temi d’avanguardia: uno che si innamora di una prostituta.
Samuele Bersani. Bello de mamma, ma hai fregato il completo a Willy Wonka?
Giordana “La Sconosciuta” Angi. Fortuna che a Sanremo non ci stanno i tori.
Belen/Canalis. Teniamocene solo una. Propongo l’Elisabetta, sempre per quel discorso sui culi italiani. E poi è dall’edizione scorsa che non tocca carboidrati.
Adriano Celentano. Anche meno.
Ivanca. Con parole tue.

lunedì 6 febbraio 2012

Care Ferrovie

Ora. Io capisco di abitare in un posto dimenticato da tempo da Dio e dalla civiltà. Una landa desolata la cui stazione, perennemente umida e nebbiosa, è collegata direttamente al Polo Nord attraverso una distorsione spazio-temporale (io ti credo John Titor!). Ma ancora non capisco, dacché è stata inventata la locomotiva a vapore, perché i treni non possano viaggiare regolarmente se c’è neve.
Poi le Ferrovie dello Stato sono previdenti, eh: giovedì sera, poiché nevicava a Torino, a Roma hanno attuato il piano neve. Che non consiste, però, nel regolare transito dei convogli con ghiaccio e intemperie, bensì nella soppressione degli stessi. A sorpresa.
Per questo io vi auguro:
Che vi si rompano i termosifoni d’inverno e i condizionatori d’estate.
Che qualcuno vi strappi i peli del naso e del culo con una pinzetta da sopracciglia.
Che vi cominciate a divertire un po’ come noi senza posto fisso.
Che nel quadrato di mare dove vi farete il bagno al sopraggiungere della bella stagione ci sia una spropositata concentrazione di meduse.
Che dobbiate usufruire dei bagni delle stazioni quando avete la diarrea.
Ma soprattutto, col cuore, che possiate dovervi servire sempre dei vostri treni per arrivare puntuali.

lunedì 30 gennaio 2012

Anche la ruota quadrata gira

Dopo la chiusura di Megavideo e Megaupload, la notizia più inquietante del palinsesto televisivo – non potendo più io guardare Real Time, scomparso in un’altra sconosciuta linea temporale – riguarda il Fantabosco.
In seguito agli innumerevoli rimpiazzi che si sono susseguiti negli anni, è scomparso ora anche re Quercia. Principe Giglio (la cui capigliatura ricci-stoppacciosi batte di gran lunga quella piastrata) e consorte sono diventati rispettivamente re e regina. Solo che adesso il nome di principessa Odessa non fa più rima.
Ricordo ancora Tonio Cartonio. Una carriera onorevole di ben sei stagioni per essere poi sostituito da un più giovane Milo Cotogno che, coi suoi occhi acuti e penetranti, conquistò subito Fata Lina.
Non valsero a nulla le sostanze psicotrope che ingerì per amore della fiction.
Ma, accipigna, la ruota gira anche se è quadrata, cari amici, e, sebbene qualche potente l’avesse silurato per le sue palesi tendenze omosessuali, Tonio Cartonio è stato reclamato a gran voce dal suo pubblico. Oggi, con orgoglio, viene annunciata la sua reintegrazione a pieno titolo nel cast.
Forza Tonio!
 
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